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ATTENZIONE: la lettura è vivamente sconsigliata a chi vuole continuare a fingere di non sapere


francesco scolamiero

francesco scolamiero

Dalla padella alla brace

4 ottobre 2010


A questo punto lo scenario si fa davvero inquietante.

In effetti, forse ingenuamente, avevo ritenuto che quanto accaduto, fosse imputabile ad una combriccola ristretta, questioni gravi ma circoscritte, e che l’improvvisa uscita di Aldo Ricci fosse il presupposto per una normalizzazione della situazione.

Tutt'altro. Dopo il cambio di vertice il rapporto fra Sogei ed il costruttore-amico, non solo non cessa ma anzi si intensifica, diviene, come dire, più fluido.

Ed altri eventi fanno ipotizzare un fatto ancor più grave: il diretto coinvolgimento del Ministero dell’Economia, attraverso le strutture che controllano Sogei, nelle vicende di cui si tratta.

Procediamo con ordine.

Nel mese di febbraio ho informalmente indicazione che il nuovo Amministratore delegato intende trovare un accordo per chiudere la causa civile ed è disponibile ad incontrarmi. Fisso quindi un appuntamento.

Devo dire che Marco Bonamico è stato con me assolutamente cortese, direi partecipe e, almeno così mi è sembrato, seriamente intenzionato a trovare una soluzione per me soddisfacente.

Ma una cosa sono le intenzioni della persona, altra cosa sono i fatti che si sono verificati e le responsabilità che attengono al ruolo rivestito.

Senza entrare nel dettaglio dei diversi colloqui avuti, quando tutto sembra volgere per il meglio, ovvero si stava concretizzando un mio reimpiego in azienda, con la forma del distacco presso un cliente, inaspettatamente, mi viene detto che la soluzione individuata non risultava più praticabile. Non per difficoltà organizzative o valutazioni professionali, ma per una precisa ed intransigente opposizione del Dipartimento (quasi una citazione Kafkiana) ad un mio rientro in Sogei. Preclusione di natura personale, mi viene spiegato, riferibile proprio al fatto che io avessi presentato l'esposto.

Devo a questo punto svolgere due importanti considerazioni:

- Il mio reinserimento in azienda, per altro senza oneri economici aggiuntivi per la Sogei, non avrebbe certo costituito un'anomalia rispetto ai precedenti comportamenti dell’azienda (come sapete altri dirigenti - profumatamente liquidati - sono tranquillamente rientrati in azienda, e proprio nelle stesse posizioni di vertice che prima occupavano);

- la posizione pregiudiziale al mio reinserimento, espressa dal non meglio specificato interlocutore del Dipartimento, è invece del tutto inusuale, incongrua per chi detiene la proprietà della Società, che anzi, a fronte di una puntuale segnalazione di illeciti comportamenti della controllata pubblica, tanto più perché si profila un’azione giudiziaria, dovrebbe tutelarsi, approfondire, eventualmente agire come parte lesa.

Quale altra motivazione spinge allora il Dipartimento ad ostacolare il rientro in Sogei di un dirigente che, per dovere contrattuale, aderendo alle prescrizioni del codice etico, nonché per deontologia professionale, ha segnalato, innanzitutto agli organi statutari della Società, le gravi irregolarità di cui è venuto a conoscenza per ragioni di servizio ? A voi la risposta.

E intanto cosa succede al fornitore-amico che, almeno per prudenza, dovrebbe essere tenuto a distanza, o almeno sotto speciale sorveglianza ? Va tutto a gonfie vele, non solo proseguono le proroghe e gli affidamenti, ma addirittura gli viene assunto in Sogei un parente stretto, molto stretto. Sarà un caso ma nello stesso periodo viene assunto un altro parente stretto, molto stretto, di un primario cliente del fornitore.

Cioè, qui, il paradigma è addirittura capovolto. Non è l’imprenditore ad assumere i parenti di chi potrebbe favorire le sue attività, ma è addirittura il committente - pubblico - che assume, per compiacere il fornitore-amico. E in cambio di cosa ?

Sulla base di questi ultimi eventi, nel mese di maggio, trasmetto alle Autorità preposte un'integrazione al primo esposto, rappresentando i fatti ulteriori che evidenziano la continuità, anzi l’intensificazione dei rapporti con il fornitore abituale, anche dopo la sostituzione di Aldo Ricci.

Ancora una volta tutto tace. Almeno per ora.

1 commento:

cyborg ha detto...

Ho letto con molto interesse tutte le parti del blog e devo dire che lo stato d’animo è di inquietudine.
Effettivamente ciò che è successo dalla ‘pubblicizzazione’ di Sogei nel 2002 ad oggi(uno spoil system così spinto nell’ arco di pochi anni ha pochi eguali in Italia) ha lasciato interdetti moltissimi, soprattutto chi non riuscendo a spiegarsi molti degli eventi che accadevano, immaginava che le cose nella realtà fossero molto diverse da come si volevano far passare.
Tutti(molti) ci siamo chiesti il perché di decisioni drastiche (licenziamenti in tronco di dirigenti in una società che in passato era stata molto ‘prudente’) su cui sono circolate svariate versioni diverse fra loro, qualcuna delle quali, sicuramente, veicolata da chi interessato ad allontanare dalla verità.
Almeno per la parte che raccontano, queste informazioni, per così dire, di prima mano forniscono un quadro coerente al posto di una cornice che circondava delle immagini (volutamente) sfuocate.
Non che in precedenza siano state tutte rose e fiori ma, purtroppo, credo che oggi si possa dire(un po’ semplicisticamente ma non troppo): si stava meglio quando si stava peggio.
E speriamo che la brace non ci bruci tutti.

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